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Psicoterapia Bambini

Comprendere il mondo interno del bambino per aiutarlo a stare meglio fuori.

Ogni bambino è un mondo. Un universo di emozioni, gesti, silenzi e sguardi che spesso parlano più delle parole.
Quando qualcosa si interrompe nel fluire naturale della crescita — un malessere, un disagio, una difficoltà nel comportamento o nelle relazioni — il compito della psicoterapia è quello di ascoltare ciò che il bambino non riesce ancora a dire, ma che prova intensamente.

La psicoterapia con i bambini è prima di tutto un incontro: tra il piccolo paziente, i suoi genitori e il terapeuta.
Un incontro che si costruisce nel tempo, con delicatezza, per permettere al bambino di sentirsi accolto e compreso.

Il percorso inizia sempre con un colloquio con entrambi i genitori.
È un momento prezioso in cui si raccoglie la storia del bambino: la gravidanza, i primi anni di vita, le tappe evolutive, gli eventi significativi. È attraverso il racconto dei genitori che prende forma la cornice della sua storia emotiva.

Successivamente, propongo alcuni colloqui individuali con ciascun genitore.
Questo spazio separato permette di approfondire il punto di vista di ognuno, di comprendere le dinamiche familiari e di dare voce anche a ciò che spesso resta implicito: preoccupazioni, sentimenti, paure, desideri.
Solo ascoltando le molte voci che abitano la famiglia si può iniziare a comprendere davvero il bambino.

Dopo questa prima fase, inizia l’incontro con il piccolo.
Le sedute individuali sono momenti di esplorazione: attraverso il gioco, il disegno, la parola o il silenzio, il bambino esprime il proprio mondo interno.
Il gioco diventa linguaggio, e il terapeuta ascolta senza fretta, lasciando che il bambino mostri, a modo suo, cosa sta accadendo dentro di sé.

Raggiunta una prima comprensione del suo modo di funzionare emotivo e relazionale, segue un colloquio di restituzione con entrambi i genitori.
È un momento di condivisione delicato, in cui si restituisce ciò che è emerso nel percorso di osservazione e si riflette insieme sul significato di ciò che il bambino sta comunicando.
La restituzione non è una diagnosi, ma un atto di cura: è il punto in cui si intrecciano le comprensioni del terapeuta e quelle dei genitori, per costruire una direzione comune.

Parallelamente, credo sia fondamentale creare una rete con la scuola e con le figure educative di riferimento.
Gli insegnanti vedono il bambino in un contesto diverso da quello familiare, e la collaborazione con loro permette di sostenere il piccolo anche nel luogo in cui trascorre gran parte del suo tempo e dove spesso emergono le prime difficoltà.

Dopo questa fase, valuto — insieme ai genitori — se proseguire con un percorso psicoterapeutico per il bambino o se sia più utile un intervento di supporto alla genitorialità, per aiutare la famiglia a ritrovare un equilibrio relazionale più stabile.

Ogni percorso è unico, come ogni bambino.
La psicoterapia non “aggiusta” ciò che non va, ma accompagna la crescita, restituendo al bambino la possibilità di riconoscere le proprie emozioni e di ritrovare fiducia nel mondo e in sé.

Pensieri in transito

Se ti fa piacere, puoi leggere questa sezione in cui condivido riflessioni che nascono sia dalla vita quotidiana, sia dalle conoscenze che provengono dalla psicologia e dalle neuroscienze.

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