Supervisione per psicologi e psicoterapeuti
Riflettere sulla pratica per crescere come terapeuti
Iniziare a lavorare come psicologo o psicoterapeuta è un passaggio delicato: si entra in una professione che richiede non solo conoscenze tecniche, ma soprattutto capacità di stare nella complessità dell’incontro umano.
Le teorie apprese durante la formazione diventano vive solo quando si intrecciano alla relazione reale con il paziente, e spesso, nei primi anni, questo incontro genera domande, dubbi, emozioni intense, momenti di incertezza.
La supervisione nasce proprio per dare forma e pensiero a questa complessità.
È uno spazio in cui poter portare i casi clinici, ma anche se stessi come terapeuti: le proprie fatiche, i propri limiti, la paura di sbagliare, il desiderio di essere all’altezza, le domande che restano sospese.
Non è un luogo di giudizio, ma un dialogo tra colleghi, in cui l’esperienza si intreccia alla ricerca e al pensiero condiviso.
Nel mio modo di lavorare integro diversi orientamenti teorici e clinici — Psicoanalisi e Psicoterapia Psicodinamica, EMDR, Mindfulness — per offrire una visione ampia e flessibile del lavoro terapeutico.
Credo che ogni caso, come ogni terapeuta, richieda una forma unica di ascolto e di comprensione: per questo la supervisione non è mai rigida o protocollare, ma si costruisce di volta in volta sulla base delle esigenze del professionista e della persona che porta.
La supervisione diventa così un luogo di pensiero vivo, dove teoria e pratica si incontrano, dove il terapeuta può sostare, comprendere e riorganizzare la propria esperienza.
È anche un modo per non sentirsi soli in un lavoro che, per sua natura, può isolare: condividere il proprio percorso clinico con uno sguardo esperto e accogliente permette di ritrovare fiducia, curiosità e libertà interiore.
Nella complessità del lavoro clinico, il confronto costante è ciò che permette di crescere, di mantenere uno sguardo lucido e di costruire un pensiero terapeutico solido e personale.
La supervisione non serve solo a “risolvere un caso”, ma a tenere vivo il dialogo interiore del terapeuta con la propria pratica.
Propongo supervisioni individuali anche online, per rendere possibile un confronto costante anche a chi vive o lavora in città diverse.
L’esperienza mostra che, se condotta con attenzione e presenza, la supervisione online conserva tutta la profondità e la risonanza emotiva dell’incontro in presenza, diventando uno spazio di reale connessione professionale e umana.
Pensieri in transito
Se ti fa piacere, puoi leggere questa sezione in cui condivido riflessioni che nascono sia dalla vita quotidiana, sia dalle conoscenze che provengono dalla psicologia e dalle neuroscienze.
Essere Genitori Oggi
Essere genitori di adolescenti oggi: dare confini, reggere il conflitto e accompagnare la crescita emotiva in un mondo senza limiti.
Narciso e l'Altro
Le relazioni con persone narcisistiche mettono spesso in scena un paradosso doloroso: il desiderio di essere amati da chi, in realtà, non riesce a vedere davvero l’Altro. In questi legami l’amore si trasforma in specchio, e ciò che manca non è l’intensità, ma il riconoscimento reciproco.
Empatia Artificiale
Parole che sanno accogliere, ma non sentono; risposte che sembrano vicine, ma non rischiano nulla. Un’imitazione dell’incontro umano che consola per un istante, senza poter davvero comprendere, sostenere o trasformare.


