Psicoterapia online: tra vicinanza e distanza
Negli ultimi anni, la psicoterapia online è diventata una possibilità sempre più comune. Non solo per necessità, ma anche per scelta.
Molte persone si chiedono se “funzioni davvero”, se la distanza di uno schermo non tolga qualcosa di essenziale al lavoro terapeutico.
La verità, come spesso accade, sta nella complessità.
Il lato luminoso
La psicoterapia online apre spazi nuovi.
Può essere una porta per chi, altrimenti, non si sarebbe mai affacciato su questo percorso: chi vive lontano, chi ha orari impossibili, chi fa fatica a esporsi, chi inizia a fidarsi proprio grazie a quella “distanza protettiva” dello schermo.
A volte la casa, il proprio spazio, diventa un luogo in cui è più facile lasciarsi andare, piangere, pensare, respirare.
La parola può arrivare lo stesso — attraversa pixel, cavi e silenzi, ma arriva.
E quando trova accoglienza, anche online, può trasformare.
Il lato in ombra
Ma non sempre è la forma giusta per tutti.
Ci sono incontri che hanno bisogno del corpo presente, di uno sguardo che non passa attraverso la lente di una videocamera.
Ci sono momenti in cui il terapeuta sente di dover “stare accanto” fisicamente a chi soffre — quando il dolore è troppo intenso, o quando il contatto umano è parte stessa della cura.
Online, certi silenzi si fanno più fragili, certi gesti più difficili da cogliere.
In sintesi
La psicoterapia online non è un ripiego, ma una modalità diversa, con le sue forze e i suoi limiti.
Funziona quando è scelta con consapevolezza: quando terapeuta e paziente sentono che, nonostante lo schermo, possono incontrarsi davvero.
Perché la cura non sta solo nello spazio fisico, ma nel modo in cui due persone riescono a pensarsi, a vedersi, a parlare con verità.
Pensieri in transito
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