Il disturbo oppositivo-provocatorio
Il disturbo oppositivo-provocatorio (DOP) è una forma di disagio che si manifesta nell’infanzia o nella preadolescenza attraverso comportamenti di sfida, irritabilità, discussioni frequenti con le figure adulte e una tendenza persistente a rifiutare le regole o le richieste. Non si tratta di “cattiveria” o di semplice ribellione: è un modo in cui il bambino o il ragazzo esprime una difficoltà a gestire la frustrazione, la rabbia e il bisogno di autonomia.
Alla base, spesso, c’è un conflitto tra il desiderio di essere riconosciuto e la paura di perdere il controllo o l’affetto dell’adulto. Alcuni bambini vivono un forte senso di ingiustizia o di vulnerabilità e reagiscono opponendosi, come se solo sfidando potessero sentirsi forti e visti. Questo porta a tensioni familiari, difficoltà a scuola e, con il tempo, a un aumento della chiusura o dell’aggressività.
L’intervento terapeutico non mira a “far ubbidire”, ma a comprendere il significato del comportamento. Attraverso il lavoro con il bambino e con la famiglia, si aiuta a dare un nome alle emozioni, a gestire la rabbia in modo più costruttivo e a ristabilire relazioni basate sulla fiducia e non sul potere. Con un accompagnamento adeguato, il bambino può imparare che opporsi non è l’unico modo per affermarsi, e che essere ascoltato non significa necessariamente dover combattere.
Pensieri in transito
Se ti fa piacere, puoi leggere questa sezione in cui condivido riflessioni che nascono sia dalla vita quotidiana, sia dalle conoscenze che provengono dalla psicologia e dalle neuroscienze.
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