ADHD e adolescenza
L’adolescenza è una fase in cui tutto si muove: il corpo cambia, le emozioni si intensificano, le relazioni diventano più complesse e l’autonomia diventa una conquista faticosa. Per i ragazzi con ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività), questo periodo può essere particolarmente impegnativo.
L’ADHD in adolescenza non si manifesta più solo come iperattività fisica, ma soprattutto come irrequietezza interna, difficoltà a concentrarsi, impulsività nelle relazioni e fatica nel gestire le frustrazioni. La scuola può diventare fonte di stress, l’autostima può risentirne, e spesso i ragazzi si sentono “sbagliati” o “inadeguati” rispetto alle richieste di costanza e controllo che il mondo adulto impone.
È importante ricordare che l’ADHD non è una mancanza di volontà, ma un diverso modo di funzionare del cervello, in cui l’attenzione e la regolazione emotiva seguono ritmi propri. Durante l’adolescenza, quando la spinta all’indipendenza cresce ma le funzioni esecutive non sono ancora pienamente mature, il rischio di comportamenti impulsivi o disorganizzazione aumenta.
Un percorso terapeutico mirato — che integri sostegno psicologico, interventi educativi e, quando necessario, una collaborazione con la famiglia e la scuola — aiuta l’adolescente a conoscersi meglio, a sviluppare strategie di autoregolazione e a costruire un’immagine di sé più equilibrata.
L’obiettivo non è “correggere” il ragazzo, ma valorizzare il suo potenziale: quella curiosità, creatività e rapidità di pensiero che, se accolte e orientate, possono diventare vere risorse per la vita adulta.
Pensieri in transito
Se ti fa piacere, puoi leggere questa sezione in cui condivido riflessioni che nascono sia dalla vita quotidiana, sia dalle conoscenze che provengono dalla psicologia e dalle neuroscienze.
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